#pernondimenticare

#pernondimenticare

Oggi è la Giornata della Memoria.
Istituita per la prima volta l’1 novembre 2005 per ricordare le vittime dell’olocausto, cade il 27 gennaio perché quello stesso giorno, di più di 70 anni fa ormai, l’Armata Rossa liberò il campo di concentramento di Auschwitz.

Non sapevo bene cosa proporre perché solitamente i titoli che vengono in mente per l’occasione sono più o meno sempre quelli: “Schindler’s List”, “Il pianista”, “La vita è bella”, “Il bambino con il pigiama a righe”,… (che comunque consiglio vivamente!!)
Così ho guardato giusto un paio di film “nuovi”. Pensavo di sceglierne uno in particolare, ma preferisco siate voi a decidere se e quale vedere…

il fotografo di Mauthausen

Il primo che ho guardato è stato “Il fotografo di Mauthausen”, un film spagnolo del 2018, diretto dalla regista Mar Targarona e interpretato da Mario Casas che ho particolarmente apprezzato nel ruolo. E’ la vera storia del fotoreporter spagnolo Francisco Boix che, dopo aver combattuto nella Guerra Civile Spagnola ed essere stato esiliato in Francia, venne catturato e internato nel campo di concentramento di Mauthausen. Qui, grazie alle sue doti, venne impiegato come fotografo e assistente di laboratorio, cosa che gli permise di documentare quanto accadeva al campo e visionare migliaia di negativi che finirà per nascondere: saranno utilizzati come testimonianza durante i processi di Norimberga e di Dachau. 
Mi è piaciuto come film. Tre scene mi sono rimaste particolarmente impresse, ma soprattutto colpisce come tutto, all’esterno dei campi, dovesse apparire in un determinato modo.

 

Jona che visse nella balena

Il secondo è un film del 1993, diretto dal regista Roberto Faenza e interpretato da Jenner Del Vecchio, Juliet Aubrey e Jean-Hugues Anglade che si intitola “Jona che visse nella balena”. E’ la vera storia del piccolo Jona Oberski e della sua famiglia, ebrei stabilitisi ad Amsterdam che, in seguito all’occupazione tedesca, furono deportati dapprima nel campo di Westerbork e poi in quello di Bergen-Belsen. Separato dal padre, Jona visse in una baracca insieme alla madre, giocando con gli altri bambini e facendo di quel campo un posto a lui familiare. 
Sarò sincera, non mi ha fatto impazzire come film, ma trovo interessante come tutto passi attraverso gli occhi di questo bambino, troppo piccolo per capire quanto sta succedendo intorno a lui, ma soprattutto l’ingenuità con cui compie determinate azioni. 

 

#AnneFrank - Vite parallele

Il terzo è il documentario “#Anne Frank. Vite parallele” del 2019 diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto. Al Piccolo Teatro di Milano è stata riprodotta la stanza in cui Anna Frank si è nascosta per due anni. Qui, Helen Mirren legge alcune pagine del diario scritto da Anna. Parallelamente, una ragazza visita i luoghi dove si sono svolti gli orrori dell’olocausto, parlando attraverso foto e hashtag. A questi si uniscono le testimonianze di alcune donne sopravvissute: Arianna Szörenyi, Sarah Lichtsztejn-Montard, Helga Weiss e le sorelle Andra e Tatiana Bucci. Sullo sfondo la domanda: chi sarebbe diventata oggi Anna Frank?
Sicuramente è quello che ho apprezzato di più tra i tre: uno spaccato reale, vero che porta a tante domande, ricordandoci che i testimoni diretti stanno via via scomparendo e tocca a noi non dimenticare…

 

Fammi diventare famosa!! 😂
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