Pieces of a Woman: un inno alla sopravvivenza

Pieces of a Woman: un inno alla sopravvivenza

Questo film è una vera bomba!! Mi ha tenuta incollata allo schermo dall’inizio alla fine senza annoiarmi un solo secondo. Ed era da un po’ che non succedeva.
Considerate che l’ho guardato insieme al mio moroso che il 99% delle volte si addormenta dopo 5 minuti… E’ rimasto sveglio fino alla fine senza battere ciglio (anche se a volte si perdeva qualche pezzo). Ma se non ha dormito lui allora vuol dire che merita veramente!! 

Un film VERO!! Tosto, crudo, ma non pesante, ricco di silenzi e interiorità che diventa un inno alla sopravvivenza.

pieces-of-a-womanPieces of a Woman è un film del 2020 diretto dal regista ungherese Kornél Mundruczó, al suo primo lungometraggio in lingua inglese, e sceneggiato dalla compagna Kata Weber. La storia si ispira a un’esperienza vissuta direttamente dalla coppia.
Presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, la pellicola è stata acclamata dalla critica ricevendo recensioni pienamente positive. Per la sua toccante interpretazione, Vanessa Kirby è stata premiata con la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Femminile. Ha, inoltre, ricevuto una nomination ai Golden Globe come Miglior Attrice in un Film Drammatico (non vincendo, purtroppo) e una agli Oscar come Miglior Attrice Protagonista (dita incrociate!!). 
(Onestamente mi aspettavo qualche candidatura in più agli Oscar, ma non è stato così. Peccato!!)

E’ la storia di Martha e Sean, una giovane coppia in procinto di diventare genitori. Il parto avviene in casa con l’aiuto dell’ostetrica Eva, ma qualcosa va storto. La bimba, infatti, muore pochi minuti dopo essere venuta al mondo. La perdita provocherà ripercussioni emotive su tutta la famiglia.

pieces-of-a-woman-partoI primi trenta minuti del film sono incentrati sulla scena del parto in casa. Ora, io non so come sia partorire, ma sono rimasta scioccata (in senso positivo, ovviamente). Sembrava totalmente reale, come se stesse succedendo proprio in quel momento. Una sequenza incredibilmente vera, profonda, toccante, intensa. Un miscuglio di emozioni, insomma. Mentre la guardavo passavo dall’ansia alla sofferenza, dalla felicità alla tristezza.

E in questa situazione di dolore, gioia, attesa e aspettative, la macchina da presa si muove gentilmente per casa, passando dalla cucina al salotto, dal bagno alla camera da letto, senza essere troppo invadente o arrogante. Non ci sono stacchi, infatti, ma si tratta di un intero piano-sequenza. Quindi, un’unica ripresa, un’unica scena che lascia spazio alle interpretazioni degli attori, ma soprattutto alla loro improvvisazione. Non è tanto la macchina da presa a mostrarci quanto sta succedendo, ma gli attori stessi che ci guidano attraverso la sequenza, rendendo il tutto ancora più immersivo. E poi assistiamo al triste epilogo.

pieces-of-a-woman-castOgnuno dei personaggi affronta il dolore a modo suo, elaborando il lutto in maniera differente. Perchè non c’è un modo giusto o sbagliato. Non c’è una regola universale uguale per tutti.
Sean ricade nel circolo vizioso della droga e dell’alcol. Elizabeth, la madre di Martha, ha bisogno di un colpevole e lo trova nell’ostetrica Eva che viene citata a giudizio. Martha, invece, interiorizza tutto, portandosi dietro silenzi e cose non dette, vivendo apaticamente la sua routine quotidiana e, al tempo stesso, cercando di rimettere insieme i pezzi della sua vita e del suo essere donna. 
Un grido alla sopravvivenza e alla voglia di tornare a vivere, anche quando bisogna lasciare andare ciò che non c’è più e fa paura. Alla fine i pezzi si ricompongono e tornare a sorridere è possibile.

Ma poi vogliamo parlare degli attori?? Se i personaggi risultano veri, così come quello che stiamo vedendo, è proprio grazie a loro. Le loro interpretazioni danno quel qualcosa in più, una scarica emotiva che ti tocca dentro
Shia LaBeouf, nel ruolo di Sean, mi ha colpito particolarmente. Tanto amorevole all’inizio, quanto brusco alla fine. Un cambiamento totale che quasi non lo si riconosce più.  
Ellen Burstyn, ovvero la madre di Martha, è un piccolo gioiello aggiunto in questo film. Il monologo che fa sulla sopravvivenza in relazione al suo passato, con quel primo piano, è sensazionale. 
E poi c’è Vanessa Kirby, che interpreta il ruolo di Martha. Potrei dire mille cose sulla sua interpretazione, ma mi sembrano tutte riduttive. So solo che mi ha lasciato senza parole. Mi era già piaciuta nei panni della Principessa Margaret in The Crown, ma qui ha veramente superato se stessa. Davvero pazzesca!!

pieces-of-a-woman-melaL’ultima cosa e poi la smetto, prometto!! 
Mi è piaciuto molto il simbolo della mela. Nei pochi minuti in cui Martha tiene in braccio la sua bambina dice che profuma di mela, un frutto che ricorrerà più e più volte all’interno del film, diventando sinonimo di lutto e di rinascita al tempo stesso. E’ ciò che ricorda a Martha della sua bambina, anche nei suoi momenti di apaticità. Ma è dai semi di quella stessa mela che rinasce il frutto, simbolo di una nuova vita.

Bene, direi che ho scritto fin troppo. 
Un film che merita sicuramente e che io consiglio. Non lasciatevi spaventare dalla trama o dall’idea che possa essere troppo pesante perchè vi perdereste qualcosa di veramente bello.

Fammi diventare famosa!! 😂
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