Il processo ai Chicago 7: perchè vederlo?

Il processo ai Chicago 7: perchè vederlo?

Il film di cui vi parlo oggi ha fatto incetta di candidature ai Golden Globe (dove ha vinto il premio per la Migliore Sceneggiatura) e agli Oscar, ma non solo… Sto parlando de Il processo ai Chicago 7, pellicola del 2020 diretta da Aaron Sorkin e distribuita da Netflix. A parer mio è il classico film godibile e scorrevole che può piacere a chiunque, pur parlando di un argomento non proprio gioioso.

Il film prende spunto dalla storia vera dei Chicago Seven, un gruppo di attivisti manifestanti contro la guerra in Vietnam e accusati di istigazione alla violenza e alla sommossa durante la Convention Democratica del ‘68 a Chicago. Sono noti anche come Chicago Eight perchè inizialmente anche il fondatore delle Pantere Nere, Bobby Seale, fu imputato come colpevole e solo in seguito il suo caso venne separato da quello degli altri.

Un evento della storia americana che è stato particolarmente mediatizzato, ma al tempo stesso additato come farsa e spesso dimenticato.

Il processo ai Chicago 7 ripercorre i mesi del processo, svoltosi dal 1969 al 1970. Quindi, l’azione si svolge quasi interamente in una corte d’appello.
Tutto inizia nell’agosto del 1968 a Chicago, quando Abbie Hoffman, Jerry Rubin, Tom Hayden, Rennie Davis, David Dellinger, Lee Weiner, John Froines e Bobby Seale, tutti appartenenti a fazioni differenti, si preparano per protestare alla Convention Democratica. Quella che voleva essere una manifestazione pacifica, però, si trasforma ben presto in uno scontro con la polizia. Mesi dopo, l’accusa per incitamento alle proteste: l’avvocato William Kunstler sarà nominato come difensore degli imputati, tranne per Bobby Seale; mentre giudice del processo sarà Julius Hoffman.

Ci sono due ragioni che mi hanno fatto apprezzare questo film che, tra l’altro, sono anche i motivi per cui lo consiglierei.

#1. La sceneggiatura

Aaron-Sorkin-Chicago7Prima di essere un regista, Aaron Sorkin è innanzitutto uno sceneggiatore (La guerra di Charlie Wilson, The Social Network, Steve Jobs). Tanto che, nel lontano 2006, era stato scelto per occuparsi solamente dello script di questo film con Steven Spielberg alla regia. A causa di varie problematiche, però, il film non è mai decollato. Almeno fino al 2019, quando Sorkin è stato scelto anche per il ruolo di regista, qui alla sua seconda prova dopo Molly’s Game

Sorkin ci offre un linguaggio chiaro e accattivante che, soprattutto, non annoia. Pur essendo un argomento complicato e difficile, viene combinato perfettamente il gergo drammatico con quello tipico della commedia. Per cui c’è sempre quella battuta che ti strappa un sorriso e alleggerisce la tensione che si crea durante la visione. Personalmente è una cosa che ho apprezzato particolarmente… 

Inoltre, Sorkin è stato in grado di caratterizzare ogni singolo personaggio. In scena ce ne sono ben undici (i 7, Bobby Seale, l’avvocato, il giudice e il procuratore) e ognuno di loro ha un suo background che ci permette di capire chi sono, a quale fazione appartengono e qual è il loro punto di vista. Al tempo stesso, però, è presente anche il punto di vista esterno dello stesso Sorkin che condanna la corruzione. 

A livello registico, ho apprezzato molto l’uso delle immagini d’archivio a supporto delle parole e dei racconti dei personaggi. Come già detto sopra, infatti, il film si basa su una storia vera che al tempo ebbe una forte presenza mediatica, per cui la stessa manifestazione venne trasmessa in tv. Ed è anche per questo che i personaggi cantano “the whole world is watching” più volte durante il film, così come fecero a loro tempo i veri protagonisti.  

#2. Il cast

D’altronde cosa si vuole dire a un cast del genere?? 

il-processo-ai-chicago-7Eddie Redmayne è Tom Hayden, Sacha Baron Cohen è Abbie Hoffman, Jeremy Strong è Jerry Rubin, John Carroll Lynch è David Dellinger, Alex Sharp è Rennie Davis, Noah Robbins è Lee Weiner, Daniel Flaherty è John Froines (nei panni dei 7), Yahya Abdul-Mateen II è Bobby Seale (leader delle Pantere Nere), Mark Rylance è William Kunstler (l’avvocato difensore), Joseph Gordon-Levitt è Richard Schultz (il procuratore), Frank Langella è Julius Hoffman (il giudice). E c’è un cameo di Michael Keaton nei panni di Ramsey Clark. 

Gli attori che ho apprezzato maggiormente sono stati Sacha Baron Cohen che per il ruolo ha ricevuto una nomination ai Golden Globe e agli Oscar. Riesce a risultare drammatico e comico allo stesso tempo e mi è piaciuto molto in coppia con Jeremy Strong. Una gran bella prova d’attore!! Mark Rylance che è stato strepitoso, convincente nel suo ruolo: si batte, si fa citare per oltraggio dalla corte, cerca una soluzione. Davvero molto bravo!! E poi Frank Langella che si cala perfettamente nella parte del giudice, risultando spocchioso e odioso. Stupendo!!

Insomma, come ho detto all’inizio Il processo ai Chicago 7 è un film che potrebbe piacere a chiunque: non è pesante, non risulta lento, ti fa ridere e ti fa arrabbiare. Penso che tra i vari film nominati agli Oscar, questo sia il più fruibile da tutti… (però non avendoli ancora visti tutti, vi saprò dire prossimamente… 😂). Sicuramente consigliato!!

Fammi diventare famosa!! 😂
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