Minari, il racconto di una famiglia

Minari, il racconto di una famiglia

Oggi vi parlo di Minari, film del 2020 diretto da Lee Isaac Chung e candidato agli Oscar in ben sei categorie: film, regista, attore per Steven Yeun, sceneggiatura originale, colonna sonora e attrice non protagonista a Yoon Yeo-jeong che si è aggiudicata la vittoria (direi più che meritata!!), diventando la prima attrice sudcoreana a vincere l’Oscar in questa categoria. Attualmente Minari è fuori nei cinema!!

Ispirato all’infanzia del regista, Minari è la storia della famiglia Yi composta dal padre Jacob, la madre Monica e i due figli Anne e David, immigrati coreani che inseguono il sogno americano. Dalla California si trasferiscono in Arkansas dove Jacob vuole dedicarsi alla coltivazione di prodotti tipici coreani per rivenderli ad alcuni commercianti. Con non poche difficoltà. Monica non è contenta di questa nuova vita, la produzione fatica a prendere il via, i soldi scarseggiano e, per di più, manca un aiuto in casa. E’ così che, dalla Corea, arriva Soonja, mamma di Monica e nonna di Anne e David…

Ammetto la mia ignoranza. Inizialmente pensavo che il titolo facesse riferimento alla famiglia, indicando ad esempio il loro cognome. Invece, il minari è una pianta acquatica conosciuta anche con il nome di crescione, molto utilizzata nella cucina sudcoreana all’interno di minestre, zuppe, insalate,… che si caratterizza per il suo sapore intenso e piccante e per la sua propensione a crescere un po’ ovunque. Qui, il minari assume una doppia valenza: l’integrazione e le radici. Da una parte rappresenta la capacità della famiglia Yi di inserirsi in una terra diversa da quella d’origine, dall’altra indica le loro radici e la loro cultura perchè è la nonna a portare il minari con sè nel suo viaggio dalla Corea del Sud verso gli Stati Uniti.

Sono stata particolarmente colpita da Minari. L’ho trovato un film molto dolce e delicato sia per la sua storia e le tematiche affrontate, sia per il modo in cui è stata raccontata. Si parla di immigrazione, integrazione, difficoltà, sogni e speranze. Ma soprattutto è la storia di una famiglia che, con i suoi alti e bassi, cerca di andare avanti. Una famiglia in cui ci si può rispecchiare perchè mostra dinamiche tipiche di ogni famiglia e propone il punto di vista di tre generazioni diverse a confronto: la nonna che vive nella Corea del Sud, i genitori immigrati negli Stati Uniti e i figli nati e cresciuti in America.

Ognuno di loro è ben caratterizzato e definito per cui è possibile ritrovarsi in un personaggio o nell’altro. Soonja, la nonna un po’ atipica che non cucina biscotti, ma dice parolacce, insegna il gioco d’azzardo ai propri nipoti e “puzza” di Corea. Jacob, il padre di famiglia che insegue il suo sogno di agricoltore con la speranza di regalare un futuro migliore ai figli. Monica, la madre che si accontenta di un lavoro semplice e ripetitivo pur di garantire la stabilità economica per la propria famiglia. Infine, Anne la figlia giudiziosa e il piccolo David. (E a questo proposito, vogliamo parlare di quanto è dolce Alan Kim?? 😍 E’ stato bravissimo!!) E poi, va be’, nulla da dire sulle interpretazioni degli attori che sono stati capaci di rendere concreti, reali e veri i loro personaggi.

Infine, Minari ha il pregio di unire il dramma (il rapporto tra i genitori) alla commedia (la presenza della nonna) con quel pizzico d’innocenza proprio dei due bambini. Sicuramente consigliato.

Nonna e nipote vi conquisteranno!! 👵👦

Fammi diventare famosa!! 😂
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